Sabato 25 Ottobre 2014

Diario di guerra di Vincenzo Cavara a 16 anni

Lunedì 26 Novembre 2012 - Faenza, Castel Bolognese

Sarà presentato sabato 1 dicembre nella sala del Museo delle Ceramiche (MIC) alle ore 15.30.

Il "Diario di guerra di Vincenzo Cavara a 16 anni" fu scritto durante l'inverno 1944-45 a Riolo Terme, quando il fronte di guerra si fermò sulla linea del fiume Senio ed è dedicato alla memoria dell'ingegnere Giorgio Gellini, più volte ricordato nel diario, figura che a Faenza non può essere dimenticata per i prestigiosi ruoli avuti e che, sedicenne anche lui, come l'amico Vincenzo, visse con lui per oltre quattro mesi in primissima linea, sotto continui bombardamenti.

L'autore dopo che la sua casa fu una delle prime ad essere bombardata fu ospitato con la famiglia in una stanza della rocca trecentesca dove suo padre potè continuare a svolgere la sua attività di farmacista e in quella stanza completamente buia, perché davanti alla porta era stata posta un'impalcatura con assi e pietre per impedire l'entrata di schegge delle granate che potevano scoppiare nel cortile, alla luce di un lumino a petrolio scrisse giorno per giorno un diario.

Poiché la sua stanza era accanto a quella abitata da Giuseppe Foschi, l'ex segretario comunale, nominato poi commissario prefettizio, che era rimasto l'unica autorità civile nel paese occupato dai tedeschi, al quale si rivolgevano tutti coloro, compaesani e militari, che avevano qualcosa da segnalare o da chiedere, egli ebbe modo di avere notizie dirette sugli eventi e come un cronista. poté essere aggiornato continuamente sul succedersi degli avvenimenti. Essendo in possesso di una radio a galena pur sapendo che era assolutamente proibito farlo riusciva ad ascoltare e a diffondere i notiziari di Radio Londra. Fu reclutato ripetutamente dai militari tedeschi come altri ragazzi della sua età per andare di notte a costruire camminamenti o altre opere militari, mentre l'amico Giorgio lavorava come operaio del Comune, tagliando la legna o macinando il grano per la comunità.

A volte nonostante il continuo cadere delle bombe scappava fuori dal rifugio all'insaputa dei genitori per andare a trovare gli amici e fare con loro qualche scherzo. Nel racconto episodi tragici si alternano ad altri divertenti poiché la guerra è raccontata come è stata vissuta da un ragazzo di quell'ètà e i fatti quotidiani ci conducono per mano all'interno di una comunità che viveva quei momenti con sincera solidarietà, con grande spirito di adattamento, esaltando le capacità di sopportare le sofferenze, ma ad un tempo di organizzarsi e di resistere. Se quello che ora è uno stimato professionista avesse scritto oggi le sue memorie, come tanti reduci e sopravvissuti a quella guerra, con la matura consapevolezza dell'uomo adulto, sarebbe impossibile trovare nel diario la spensierata sconsideratezza adolescenziale che riesce a trovare cose interessanti e divertenti perfino nei momenti più tragici e terrificanti.


0Commenti ...Commenta anche tu!



Trascorsi 10 giorni dalla pubblicazione di un articolo non è piú possibile inviare commenti.

 

Tutti i contenuti del sito sono disponibili in licenza Creative Commons Attribuzione

Credits   CMS