Martedì 18 Giugno 2019

Coldiretti: in Emilia Romagna 49 bandiere del gusto in più quest'anno, un vero record

Domenica 13 Luglio 2014
Foto Ki Zel / Shutterstock.com
Con l'incremento record di 49 specialità alimentari in più rispetto all'anno scorso, salgono a 356 le "bandiere del gusto" a tavola assegnate all'Emilia Romagna sulla base delle specialità alimentari tradizionali presenti sul territorio regionale. E' quanto emerso all'Assemblea nazionale di Coldiretti che ha tracciato la mappa regionale della speciale classifica del patrimonio enogastronomico che i turisti italiani e stranieri potranno gustare nell'estate 2014. L'Emilia Romagna detiene il primato dell'incremento di prodotti rispetto all'anno scorso, con l'iscrizione appunto di 49 nuove specialità su un aumento complessivo di 115 prodotti sul territorio nazionale.  

Le "bandiere del gusto" - ricorda Coldiretti Emilia Romagna - riguardano il patrimonio di specialità ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni secondo la quattordicesima revisione del censimento dei prodotti agroalimentari tradizionali delle regioni. 

"E' questo il risultato del lavoro di intere generazioni di agricoltori impegnati a difendere nel tempo la biodiversità sul territorio e le tradizioni alimentari", ha affermato il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello nel sottolineare che "si tratta di un bene comune per l'intera collettività e di patrimonio anche culturale sul quale l'Italia può contare per ripartire". 

A prevalere tra le specialità dell'Emilia Romagna - sottolinea Coldiretti - sono i 156 diversi tipi di pane, pasta e biscotti, seguiti da 61 piatti composti e prodotti della gastronomia; 55 prodotti di frutta e verdura freschi o lavorati; 47 tra salami, prosciutti, carni fresche e insaccati di vario genere; 12 formaggi; 9 bevande tra analcoliche, liquori e distillati; 7 preparazioni di pesci, molluschi e crostacei; 6 prodotti di origine animale (miele e lattiero-caseari, escluso il burro); 3 condimenti. Tra le new entry del 2014 troviamo la coppa di testa, uno degli insaccati più prelibati ottenuti dal maiale, ricavati dall'utilizzo delle parti più umili della carne; il migliaccio, un antichissimo dolce che ha come ingrediente principale il sangue suino (per confermare che del maiale non si butta via niente), arricchito con zucchero, cioccolato, saba, frutta secca; la caciotta di mucca ottenuta con caglio vegetale secondo la tradizione dei pastori che usavano raccogliere i fiori di alcune piante dalle proprietà coagulanti; le antiche varietà di vitigni reggiani, autentici scrigni della tradizione viticola, quali redga, sgavetta, termarina, scarsafoglia, spergola; le sfrappe, dolce tipico del carnevale che affonda le sue radici fino alle frictilia, dolci che nell'antica Roma venivano fritte nel periodo di Carnevale.

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