Domenica 19 Novembre 2017

Carlo Boldrini vince la causa: condannato il giornalista Gianfranco Stella per diffamazione

Venerdì 21 Aprile 2017
Arrigo e Carlo Boldrini

Stella aveva diffamato nel corso di una conferenza pubblica sia il padre Arrigo Boldrini sia il figlio, che lo ha portato in Tribunale e vinto la causa

Carlo Boldrini vince la causa contro Gianfranco Stella per le affermazioni di quest'ultimo nei confronti di Arrigo Bolfdrini. "L’avvocato Riccardo Sabadini, mio difensore, mi comunica che il Tribunale di Ravenna, nella persona del Giudice dott. Alessia Vicini, con sentenza n. 357/2017 resa pubblica il 4 Aprile u.s. ha condannato il giornalista Gianfranco Stella a risarcire a mio favore la somma di € 15000/00 e a rifondere le spese complessive di lite" scrive Carlo Boldrini in una sua nota. 

 

"Avevo citato in giudizio il giornalista Stella per le sue affermazioni rese note nel corso di una conferenza tenutasi il 19 Febbraio 2015 presso la sala polifunzionale “Mariani” in Ravenna e per quanto da lui scritto alla pagina 74 del suo libro “I grandi killer della liberazione “. - continua Carlo Boldrini - Nello specifico, nella sua conferenza - alla quale non ero presente - aveva apostrofato mio padre Arrigo Boldrini, deceduto il 22 Gennaio 2008, “boia di Codevigo”, e contro di me aveva proferito l’epiteto offensivo “cialtrone”; mentre nel suo libro aveva scritto ed erroneamente attribuito a me un trattamento di favore da parte della Regione Emila-Romagna tramite un’assunzione da parte di essa poichè figlio di partigiano. Orbene la sentenza di cui trattasi afferma che a proposito dell’appellativo “boia di Codevigo” non è stata fornita da parte dello Stella “nessuna prova a riguardo” e che si tratta di “una dichiarazione scorretta ed offensiva dell’altrui reputazione ed onore” (cioè di Arrigo Boldrini)."

 

"Pertanto non ricorre la scriminante del diritto di critica storica che invece presuppone un metodo scientifico di indagine, la raccolta esaustiva del materiale utilizzabile e lo studio di tali fonti, nonchè l’assenza di voluti attacchi personali o polemici per non costituire diffamazione. - scrive ancora Carlo Boldrini - Per quanto riguarda l’attribuzione dell’epiteto offensivo “cialtrone” e del trattamento di favore da parte della Regione E.R. dallo Stella erroneamente assegnato a Carlo Boldrini, la sentenza evidenzia che ”appare evidente la valenza offensiva sulla reputazione ai danni di Carlo Boldrini insita nel termine di cialtrone pubblicamente proferito da Stella Gianfranco nonché della descrizione del Boldrini quale raccomandato presso le Amministrazioni rosse in quanto figlio di partigiano, contenuta nel libro del medesimo Stella”.

 

Infine, conclude la nota del figlio di Arrigo Boldrini: “In sede istruttoria - prosegue la sentenza - è inoltre emersa la falsità di questa affermazione” per la dichiarazione del teste Paolo Di Giusto, responsabile del servizio amministrazione e gestione della Regione E.R. che “ha escluso la esistenza di rapporti di lavoro fra la Regione E.R. e Carlo Boldrini”. Afferma poi la sentenza che ”deve ritenersi quindi che le dichiarazioni proferite dallo Stella nella conferenza del 19 Febbraio 2015 e la contestata frase contenuta nel libro “I grandi killer della liberazione” in esame presentino carattere diffamatorio e siano pertanto lesive del diritto personalissimo alla reputazione ed onore dell’attore” (cioè Carlo Boldrini)."

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