Domenica 16 Giugno 2019

Politica. Barattoni (Pd): difendiamo Mattarella e le istituzioni democratiche da attacchi scomposti

Lunedì 28 Maggio 2018 - Romagna Faentina
Alessandro Barattoni

Alessandro Barattoni segretario provinciale del PD ha idee del tutto opposte a quelle di Jacopo Morrone (Lega) sulla vicenda politica degli ultimi giorni e sul naufragio del governo giallo-verde. Per Barattoni, la rottura sul caso Savona è il pretesto che la Lega e i Cinque Stelle andavano cercando per non misurarsi veramente con la prova del governo e per cercare piuttosto di lucrare nuovi consensi elettorali, presentandosi come vittime di una specie di complotto dei poteri forti, di Mattarella, dell'Europa, della Germania e chi più ne ha più ne metta.

 

“Siamo in una situazione delicata, che mi preoccupa molto - dice Alessandro Barattoni - perchè in questo caso, per puro calcolo elettorale, alcune forze politiche tentano di delegittimare le istituzioni e, in particolare, l'istituzione più importante, quella del Presidente della Repubblica. È già successo in altre occasioni che un Presidente della Repubblica chiedesse a un Presidente del Consiglio incaricato di indicare un altro nome per ricoprire l'incarico di ministro. Non è una novità. E sempre in precedenza, il Presidente incaricato aveva accettato le indicazioni del Presidente della Repubblica, rispettando le sue prerogative."

Quindi lei ritiene che il caso Savona - Mattarella sia un caso alimentato ad arte per puri calcoli elettorali?

"Sì. Erano due settimane che i Cinque Stelle andavano dicendo che i nomi dei ministri non erano così importanti, perchè la cosa più importante era il contratto e i ministri sarebbero stati semplici esecutori di quel contratto. Poi Luigi Di Maio diceva che comunque i ministri sarebbero stati concordati con il Presidente della Repubblica senza prove di forza. Non si capisce dunque questa impuntatura, perchè non abbiano voluto cambiare il nome del ministro dell'economia, quando lo stesso Presidente Mattarella aveva indicato in alternativa il vice segretario della Lega e non un tecnico estraneo ai due partiti contraenti. Quindi la mia opinione è che questo punto di rottura sia quello che cercava la Lega fin dall'inizio per andare a nuove elezioni in condizioni di vantaggio e lucrando nuovo consenso. Mentre per i Cinque Stelle è l'occasione per non mettersi veramente alla prova, dopo le giravolte sui due forni, e per cercare di mantere tutti i propri voti."

Ammesso che il Presidente abbia esercitato fino in fondo le sue prerogative, non pensa però che l'azione di Mattarella finisca con il consegnare le elezioni anticipate su un vassoio d'argento a Lega e M5S?

"Credo che Mattarella abbia agito per tutelare la credibilità e l'onorabilità dell'istituto della Presidenza della Repubblica. E ha fatto bene. Se lui avesse consentito che la spuntassero le due forze politiche che si sono impuntate su un nome e glielo volevano imporre con arroganza, lui non avrebbe assolto alle sue prerogative, non avrebbe dato dimostrazione corretta del ruolo che il Presidente della Repubblica deve assolvere, ruolo che la storia e il dettato costituzionale gli attribuiscono."

Quindi condivide l'hastagh #iostoconMattarella?

"Non credo che il ruolo del PD sia dire io sto con Mattarella o meno in questo momento, certo non solo questo. Nel senso che va fatta una mobilitazione ampia, larga, delle forze democratiche per difendere le istituzioni democratiche e il Presidente della Repubblica da qualsiasi attacco. Oggi lo ha fatto l'Anpi, mi aspetto lo facciano i sindacati e il mondo del lavoro, e poi altri, non credo che questo lo debba fare solo il PD. Il punto è che in un Paese sano, una forza responsabile come il PD insieme a tutte le altre forze responsabili devono difendere le istituzioni da attacchi scomposti. Perchè le istituzioni sono di tutti e vanno preservate."

Voi direte sì al tentativo tecnico di Carlo Cottarelli?

"Il nostro segretario nazionale si è già espresso per il sì. Nelle consultazioni e quando si presenterà in Parlamento Cottarelli preciserà le sue intenzioni. Io credo che il PD in questo momento debba far sì che il Paese sia messo in sicurezza e soffra il meno possibile questo momento di passaggio che dal punto politico e istituzionale è drammatico. E quindi dobbiamo fare il possibile perchè il tutto si svolga in modo ordinato, sia per evitare contraccolpi sull'economia, sia per andare a nuove elezioni in modo tranquillo, senza esasperazioni e contrapposizioni laceranti." 

Se invece si andasse alle elezioni subito, come chiedono Lega e M5S, il PD come si presenterà?

"Io credo che il PD debba presentarsi alla guida di un fronte repubblicano il più ampio possibile, molto più largo di quello con cui si è presentato il 4 marzo."

Fino a comprendere Forza Italia?

"Non credo che l'alleanza di centrodestra si spaccherà. Anzi credo che le elezioni anticipate la Lega le voglia proprio per vincere e governare con il centrodestra."

Per fronte repubblicano lei intende comunque il campo del centrosinistra?

"Sì. Ma allargato a tutta una serie di soggetti che il 4 marzo ci hanno voltato le spalle."

 

A cura di P. G. C.

 

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