Martedì 18 Giugno 2019

In bici. La storia della faentina Linda Maggiori e il Raduno nazionale famiglie senz'auto a Bologna

Giovedì 31 Maggio 2018
Linda Maggiori e la sua bella famiglia

Da ormai 7 anni hanno lasciato l’auto e scelto la bicicletta come mezzo di trasporto di riferimento, senza alcun ripensamento. E sabato 9 giugno organizzeranno il “Raduno delle famiglie senz’auto” alla Dynamo velostazione di Bologna (via dell’Indipendenza 71/z, per chi fosse interessato a partecipare, dalle 10 in avanti), per incontrarsi, raccontarsi e condividere esperienze in proposito.

Sono la faentina Linda Maggiori e suo marito, insieme ai 4 figli, la più piccola di pochi mesi. Vivono a Faenza, lavorano nei dintorni e per gli spostamenti quotidiani si sono organizzati con biciclette, carretto per trasportare i bambini più piccoli e anche una carrobike, con la quale sono diventati quasi autonomi anche nel trasporto di pesi e attrezzature più ingombranti.



“Abbiamo intrapreso questa scelta nel 2011 – racconta Linda -, un po' per caso più che per calcolo, in seguito ad un brutto incidente stradale nel quale non ci siamo fatti male ma la macchina è andata distrutta. All’inizio non è stata una scelta ecologista convinta, ma mossa da motivi economici e legati alla paura vissuta. Così abbiamo provato a passare il primo inverno senz’auto. È andata bene e abbiamo deciso di continuare”.

Gli scogli più grossi da affrontare all’inizio, racconta Linda, in barba alla presunta scomodità di vivere senza una quattro ruote a portata di mano, sono state le pressioni di parenti ed amici, ma loro hanno tenuto duro e hanno cominciato a guardarsi attorno, per vedere se c’erano altre famiglie senz’auto. E c’erano. “Ci siamo collegati tramite i social network ad altre famiglie e anche singole persone che avevano già fatto questa scelta di vita – spiega - e in breve è nato il gruppo facebook Famiglie senz’auto e il blog omonimo, dove ci scambiamo consigli pratici su come affrontare le difficoltà, ci raccontiamo le nostre esperienze e condividiamo le nostre battaglie per un mondo più a misura dell’ambiente e delle persone”.

“Avere l’auto oggigiorno – dice Linda - sembra quasi uno status sociale. Ma la nostra esperienza dimostra che si può vivere tranquillamente anche senza, riscoprendo altri valori che con la velocità e la “praticità” dell’auto vanno perdendosi”. Per esempio, un maggior senso di indipendenza, soprattutto per i bambini, che con la bicicletta sono protagonisti della strada, mentre da trasportati hanno un ruolo passivo. I bambini di Linda pare proprio siano quelli che godono di più di questa scelta familiare.



Ma come si svolge una giornata tipo senz’auto? “Beh – spiega Linda –, si parte in bici per portare i bambini a scuola. Abbiamo scelto le scuole pubbliche di stradario, che sono vicine a dove abitiamo: con un paio di km di bicicletta raggiungiamo la scuola più velocemente che se dovessimo andarci in auto, cercando parcheggi spesso impossibili e sopportando lunghe code. Se piove ci si organizza con mantelline parapioggia, stivaletti di gomma e pantaloni impermeabili da indossare sopra ai vestiti, in modo da rimanere asciutti. Se poi ci si bagna un po', nello zaino c’è sempre un cambio pronto, niente drammi”.

“Mio marito lavora a Tebano, sulle prime colline faentine – continua -, e anche lui si sposta in bicicletta. Noi non facciamo palestra, abbiamo la bicicletta per il movimento fisico! Poi, per le feste fuori città, o per gli spostamenti più lunghi ci organizziamo con i mezzi pubblici, treno, autobus. A volte chiediamo anche l’auto in prestito, se proprio non se ne può fare a meno; la nostra non è una scelta assoluta – precisa -: non crediamo che le auto debbano sparire dalla faccia della Terra, pensiamo siano troppe e che si possano ridurre e condividere”.

Un altro degli aspetti positivi di non avere l’auto per Linda e la sua famiglia sta nell’essere riusciti a riscoprire una rete sociale, fatta di amici e convivialità. “Oltre alla rete delle famiglie senz’auto – dice Linda – siamo entrati più in relazione con gli altri. Per esempio, all’ultima festa di classe di uno dei miei figli, organizzata in campagna, noi siamo andati in bicicletta, ma la pista ciclabile arrivava fino ad un certo punto e poi la strada era un po' pericolosa. Ci siamo sentiti con le altre famiglie che ci sono venute incontro e abbiamo fatto un pezzo di strada assieme, protetti dalla comunità. In questo modo si riscoprono dei legami”.

Tra i vantaggi del vivere senz’auto non si può dimenticare il risparmio economico: secondo una ricerca di Federconsumatori pare che gli italiani spendano fino a 4.623 euro all’anno per mantenere la propria auto, cifra che sale a 7.000 se si considerano i costi per bollo, acquisto e ammortamento della vettura. “Stiamo parlando praticamente di uno stipendio part time!”, sottolinea Linda.

Del gruppo facebook di Linda Maggiori fanno parte  anche persone che l’auto la usano regolarmente, ma magari sono incuriositi e vorrebbero provare a farne a meno, come anche famiglie di immigrati che l’auto non la posseggono per mancanza di possibilità economiche, ma che ambirebbero ad averla. Una scelta forzata più che la realizzazione di un sogno. “Noi siamo abbastanza impegnati nel sociale – racconta Linda - e con le nostre scelte testimoniamo che anche una famiglia italiana può vivere la rinuncia dell’auto come un desiderio piuttosto che una privazione: il  “miraggio del benessere” non necessariamente deve passare dal possedere una vettura”.

Un progetto, quello della vita senz’auto, che è diventato anche sociale e ha fatto nascere petizioni e contatti con le istituzioni per cambiare lo status quo e liberare le città dalle auto. “A livello locale – ogni gruppo nella sua città - ci impegnamo tantissimo per la mobilità sostenibile, per gli incentivi ad andare in bicicletta al lavoro, per realizzare aree pedonali intorno alle scuole - conclude -. Non è semplice. Alla Regione Emilia Romagna abbiamo rivolto una petizione per rendere gratis i mezzi pubblici per i bambini fino a 15 anni di età, accompagnati. In Lombardia è già così e anche in Trentino Alto Adige. Anche Germania, Olanda e Svizzera hanno esperienze analoghe. Noi stiamo provando a proporlo a tutte le Regioni italiane, anche se i risultati sono un po' scarsi”.  

Questo il programma del meeting bolognese di sabato 9 giugno:

BOLOGNA, SABATO 9 GIUGNO,  DYNAMO VELOSTAZIONE  (via dell’Indipendenza 71/z)

- ore 10, accoglienza e registrazione;
- ore 10.30, condivisione di esperienze su turismo senz'auto, soluzioni intermodali, superare il pregiudizio, famiglie senz'auto in altri Paesi;
- ore 13 pranzo condiviso
- ore 14.30 workshop su mobilità e advocacy per adulti: costruisci una petizione, a cura di Sara Poluzzi; proponi un progetto scolastico, a cura di Linda Maggiori;
- ore 14.30 laboratori creativi per bambini a offerta libera;
- ore 15.30 scopri e prova le cargo-bike, a cura di Spezial Cycle
- ore 16.30 Escursione a piedi e in bici sulla Ciclovia del Navile con sosta finale al Parco di Villa Angeletti.

Per informazioni: simona@dynamo.bo.it o lindamaggiori@hotmail.com, consigliata la preiscrizione.

Claudia Folli

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