Domenica 16 Giugno 2019

Politica. Michele de Pascale: bisogna fare subito congresso del Pd per cambiare, è da folli rinviare

Martedì 26 Giugno 2018 - Romagna Faentina
Michele de Pascale

Dedica il 95% del suo tempo a fare il Sindaco. Ma nel restante 5% del tempo, Michele de Pascale - che resta un dirigente del PD - lo passa forse a scervellarsi sul come fare uscire il suo partito dalle secche della crisi attuale. E la batosta di domenica scorsa nei ballottaggi non poteva essere delle peggiori.

 

L'INTERVISTA

Sindaco de Pascale si aspettava dei risultati così negativi nei ballottaggi di domenica a Imola e in Toscana?

“Che i ballottaggi potessero non essere favorevoli al centrosinistra era un qualcosa di altamente prevedibile. Poi ci sono differenze fra il voto di Imola, dove il centrosinistra è stato sconfitto dai Cinque Stelle, e quello della Toscana, dove è stato sconfitto dal centrodestra. Anche in passato quando noi siamo andati al ballottaggio con i Cinque Stelle in molte occasioni abbiamo perso. Mentre quando andavano al ballottaggio con il centrodestra più spesso vincevano i nostri candidati. Questa volta in Toscana non è andata così.”

Dopo oltre 70 anni di governo della sinistra e del centrosinistra Imola cambia colore, non è più rossa. È un altro simbolo forte della sinistra che cade.

“Per chi è di sinistra perdere una città come Imola ha un senso profondo, anche perché la città non può essere considerata governata male. Io poi, al di là della polemica destra-sinistra, come presidente dell’Anci mi sono congratulato con la neo sindaca dei Cinque Stelle Manuela Sangiorgi, che ha vinto perché evidentemente ha messo in campo una proposta valida, che ha fatto breccia nell’elettorato. Certo ha soffiato contro il centrosinistra un vento molto forte, un vento che invece ha soffiato a favore del centrodestra e in certi casi dei grillini. Ma nelle elezioni locali non ci sono solo i fattori nazionali, contano moltissimo anche quelli locali. Comunque, è da diversi anni che vado dicendo che non esistono più le roccaforti inespugnabili, che tutte le città sono ormai contendibili e che per vincere le elezioni bisogna sempre mettercela tutta.”

Comunque il dato di Imola e della Toscana sta dentro un preoccupante dato nazionale per il centrosinistra.

“Sì. È quello che preoccupa. Può succedere di perdere in una città. Ma qui siamo di fronte a una tendenza molto negativa generalizzata.”

La connessione sentimentale fra sinistra e centrosinistra e popolo italiano s’è rotta?

“L’attuale centrosinistra complessivamente non è in grado di mettere in campo una proposta credibile di governo. Ci sono delle eccezioni che fanno ben sperare. Questo significa che da qualche parte esistono ancora le basi e le strade per ricostruire, come a Brescia o Ancona: c’è la possibilità di farlo.”

Ma che cosa deve fare ora il PD, il suo partito?

“Se il PD pensa di fare una specie di congresso salvifico e di risolvere tutti i problemi, si sbaglia di grosso. Ma se il PD pensa che possa fare a meno di fare un congresso e di mettere in discussione tutto, a partire dal suo gruppo dirigente, questa è follia. Il congresso potrà non bastare, come dice qualcuno, ma va fatto. Pensare di non fare un congresso serio che metta tutto in discussione è da irresponsabili. Deve essere un congresso libero. Chi ha idee e progetti da mettere in campo deve poterlo fare e tutti siamo chiamati a discuterne.”

Fino ad ora ha prevalso l’idea di una tregua armata, perché si passava da elezione in elezione, ma ora occorrerà dare una scossa, anche dai territori, non crede?

“Posto che il 95% del mio tempo è dedicato a svolgere il mio lavoro di Sindaco, in tutte le occasioni che ho avuto ho espresso il mio pensiero. Lo stallo c’è perché se si apre una discussione vera nel PD la discussione tocca tutti, nessuno escluso. Perché le responsabilità sono di tutti e c’è anche il rischio di arrivare a prendere atto che il progetto è compromesso. Ma fare un congresso è la conditio sine qua non, non risolve tutti i problemi, ma è il momento necessario in cui i problemi vanno messi tutti sul tappeto, non si possono più rinviare. E il congresso deve eleggere un nuovo gruppo dirigente che da quei problemi deve partire, per provare a risolverli. Per farlo ci vuole un nuovo gruppo dirigente legittimato da un congresso, con un programma chiaro di lavoro.”

Cosa pensa della proposta di Carlo Calenda di andare oltre il PD per costruire qualcosa di nuovo? Una proposta che sembra piacere anche a Romano Prodi.

“Sono poco interessato ai contenitori, mi interessano di più i contenuti. La Lega era al 4% cinque anni fa e oggi viene stimata al 29%. Con questo cosa voglio dire, che dalla Lega non dobbiamo copiare i contenuti - perchè i nostri debbono essere alternativi a quelli del Carroccio - ma dobbiamo copiare la determinazione e l’energia a perseguire le nostre idee. Che serva una grande chiamata e un appello alle energie migliori di questo paese per costruire insieme qualcosa che sia certamente più grande del solo PD è evidente. Va chiarito meglio come fare questa cosa e va chiarito meglio soprattutto il profilo del nostro campo, che deve essere quello della giustizia sociale, del lavoro, dei diritti. Non bisogna creare un fronte "contro", che metta insieme semplicemente tutti quelli che non vogliono Salvini e Di Maio, altrimenti ci terremo Salvini e Di Maio. No, dobbiamo avere un progetto chiaro di centrosinistra per un’Italia diversa, più giusta e più libera. Certo deve essere il centrosinistra del futuro, non quello del passato.”

Dopo le ultime tornate elettorali e in prospettiva delle prossime elezioni regionali e amministrative, teme che possa saldarsi un asse giallo-verde con l’obiettivo di “far fuori” la sinistra e il centrosinistra?

“Dove il centrodestra e il centrosinistra mettono in campo proposte forti, in genere il M5S non sfonda e non va al ballottaggio. A Imola i Cinque Stelle sono arrivati al ballottaggio per la debolezza del centrodestra. Altrove è debole o diviso il centrosinistra. Sulla base di progetti locali e di una certa idea di città, in certe realtà il centrosinistra è in grado di intercettare i voti dei Cinque Stelle. Altrove invece prevale il muro contro muro e la voglia di punire nelle urne chi ha gestito il potere. Spesso in ogni caso si ideologizza troppo il voto locale. Mentre credo i cittadini sappiano valutare nel merito del governo delle città e alla fine scelgano per il meglio.”

Quindi è un messaggio di speranza per il centrosinistra: pensate che alle prossime amministrative possa prevalere ancora una certa idea di buon governo delle amministrazioni rosse?

“Per ciò che conosco e che vedo sono molto ottimista per le amministrazioni che andranno al voto l’anno prossimo. I nostri amministratori hanno lavorato bene e saranno premiati. E anche il nostro lavoro a Ravenna fra tre anni sarà valutato sui risultati ottenuti.”

Queste elezioni cambiano qualcosa nel suo lavoro alla guida di Ravenna?

“Stiamo mettendo in campo un’idea di città che ha l’energia e la forza per stare in piedi anche in un momento di vento contrario come questo. Andiamo avanti per la nostra strada, per una città aperta, accogliente, libera, sicura, con più servizi in grado di andare incontro ai bisogni dei cittadini e, loro, i cittadini, valuteranno fra tre anni ciò che abbiamo fatto.”

Qual è il livello del suo morale "politico" dopo questi ballottaggi, da 1 a 10?

“(Ride, ndr) Il morale del Sindaco è otto. Il morale di un uomo del centrosinistra è quattro.”

 

A cura di P. G. C.

0Commenti ...Commenta anche tu!



Trascorsi 10 giorni dalla pubblicazione di un articolo non è piú possibile inviare commenti.

 

Tutti i contenuti del sito sono disponibili in licenza Creative Commons Attribuzione

Credits webit.it