Mercoledì 26 Giugno 2019

Politica. Ortolani (Art. 1 MDP): Liberi e Uguali sarà il nuovo partito della sinistra entro il 2018

Mercoledì 18 Luglio 2018 - Faenza, Romagna Faentina
Luca Ortolani

Intervista a Luca Ortolani coordinatore provinciale di Articolo Uno dopo l'assemblea di lunedì 16 luglio

Articolo 1 MDP Ravenna ha deciso che darà vita al nuovo partito Liberi e Uguali. Con chi ci sta. Questa la decisione presa nell'Assemblea di Articolo Uno che si è tenuta al Cube di Ravenna lunedì 16 luglio. Liberi e Uguali non sarà più solo una lista elettorale come per l'appuntamento del 4 marzo scorso (l'esito nelle urne non fu per nulla esaltante) ma una forza politica autonoma. Il suo congresso costitutivo si terrà in autunno e comunque entro la fine del 2018.

 

L'Assemblea di Ravenna ha eletto i 17 delegati che parteciperanno all'assemblea di organizzazione regionale di Articolo 1 MDP a Bologna (giovedì 19 luglio) e i 6 delegati che parteciperanno a quella nazionale di Roma (domenica 22 luglio). Questi ultimi sono: Vasco Errani, Luca Ortolani, Domenico Antonio Esposito, Giulia Bratta, Arianna Marchi, Mariella Mantovani.

Le due assemblee di organizzazione di Bologna e Roma serviranno ad avviare il percorso per costruire Liberi ed Uguali in partito in Italia e nei vari territori. "Sarà un percorso democratico e partecipato - assicura Luca Ortolani, 39 anni, faentino, ricercatore presso il CNR a Bologna dove si occupa di nanomateriali e nanotecnologie, lunedì confermato coordinatore di Articolo 1 MDP a livello provinciale - in cui cercheremo di valorizzare i territori, le esperienze locali, la base degli iscritti. Non vogliamo fare un'operazione di vertice."

Intanto, a livello nazionale è già al lavoro un Comitato Promotore Nazionale di Liberi e Uguali che sta scrivendo un manifesto di valori e di intenti come base di partenza e riferimento del nuovo partito e che sta elaborando le linee guida per la costruzione del partito sui territori. Tutto si concluderà con il congresso costitutivo d'autunno, come già annunciato da Pietro Grasso. 

 

L'INTERVISTA

Ortolani, allora dopo l'estate scomparirà Art. 1 MPD e nascerà Liberi e Uguali. È deciso?

"Sì. È deciso. Abbiamo dato inizio a questo percorso. D'altronde, lo avevamo detto da subito che il movimento Articolo Uno rappresentava una fase transitoria verso la costruzione di un qualcosa di più ampio e importante." 

Dei vostri alleati nella lista Liberi e Uguali, Possibile di Pippo Civati e Andrea Maestri ha già detto no.

"Sì. Loro hanno detto che non sono interessati a questo percorso, ma naturalmente ogni militante di Possibile è libero di fare le proprie scelte, ragionerà con la propria testa e, quindi, confido che diversi di loro possano lavorare insieme a noi nel nuovo progetto per la sinistra."

Sinistra Italiana a livello nazionale sembra invece sia della partita. È così?

"Mi pare di sì. Nicola Fratoianni c'è, per esempio. E anche altri."

A livello locale parrebbe però che Sinistra Italiana abbia deciso diversamente.

"La coordinatrice di SI a Ravenna, Alessandra Govoni, era alla nostra assemblea. Credo ci sia interesse e confido che diversi militanti di Sinistra Italiana a Ravenna percorrano questa strada comune insieme a noi."

Cosa sarà Liberi e Uguali, perchè questo nuovo partito?

"Il motivo fondamentale è quello che abbiamo già dichiarato quando nacque Articolo Uno e quando facemmo la lista Liberi e Uguali: in Italia serve una forza politica nuova di sinistra, democratica e progressista, alternativa a questa destra. Chiediamo a tutte le forze e persone di sinistra di partecipare a questo sforzo, per costruire un nuovo soggetto politico autonomo della sinistra, ognuno con le proprie sensibilità e particolarità, ma anche con la responsabilità di dare vita a una piattaforma comune di lavoro e con la consapevolezza che è necessario un campo largo di forze per battere la destra."

Oggi più che mai c'è bisogno di unità a sinistra. È questo il senso?

"Sì. Bisogna aggregare e unire le forze della sinistra e democratiche per costruire un'alternativa credibile a questa destra pericolosa."

Quale il rapporto con il PD, in questo quadro?

"Voglio precisare subito che noi non ci costituiamo in partito e non vogliamo definire il nostro profilo in relazione o in opposizione a qualcuno e in particolare al PD. Vogliamo partire dai nostri valori e dai nostri obiettivi, valori e obiettivi di una forza di sinistra democratica, che vuole governare e cambiare questo paese nell'interesse della classi popolari, dei giovani, delle donne, di chi lavora, di chi ha subito di più la crisi in questi anni."

Quali sono questi obiettivi di sinistra?

"Una forza di sinistra come la nostra deve puntare alla giustizia sociale e a una più equa redistribuzione del reddito e del peso fiscale, e poi deve puntare a creare lavoro buono e a retribuire meglio il lavoro. Perchè in questo paese abbiamo seri problemi di disoccupazione e di lavoratori poveri e precari."

E poi?

"Vogliamo un welfare universalistico e politiche pubbliche capaci di dare risposte alle emergenze sociali e sanitarie che con la crisi hanno colpito fasce sempre più ampie di popolazione."

Sull'Europa qual è la vostra posizione?

"Non vogliamo passare da una subalternità all'altra. Prima la sulbalternità al liberismo e alla globalizzazione, alla logica dei mercati e della finanza. Ora la subalternità al sovranismo e alle logiche delle chiusure nazionali. Perchè così non si va da nessuna parte. Noi siamo per l'Europa come spazio europeo comune dei diritti e delle libertà. Siamo per un'Europa diversa, sociale, democratica, aperta, attenta ai diritti di tutti, dei suoi cittadini e di chi cerca asilo. Un'Europa capace di dare soluzione ai probblemi di povertà e di lavoro delle proprie popolazioni senza diventare disumana, senza chiudere le porte e i porti agli immigrati che scappano dalla guerra e dalla fame."

Insomma, decisamente un'altra Europa, diversa da quella sovranista del prima gli italiani, prima gli ungheresi, prima noi di loro. Ma è possibile?

"Deve esserlo. La risposta non è il sovranismo e il nazionalismo, con i muri, i confini e i dazi, i conflitti di interesse fra paesi. Quell'Europa l'abbiamo già conosciuta e ha portato a due guerre mondiali. I nostri valori sono alternativi a quelli della destra. Loro portano alla disgregazione dell'Europa, noi vogliamo cambiarla l'Europa, per renderla più forte. Perchè solo in uno spazio ampio europeo è possibile risolvere certi grandi problemi, come quelli del lavoro, della povertà, dell'immigrazione, non su una piccola base nazionale. Dove va l'Italia da sola contro tutti, come va predicando Salvini?"

Qual è il giudizio su questo governo giallo-verde?

"È un governo disumano. Basta vedere cosa sta facendo con la criminalizzazione delle Ong e con la chiusura dei porti a chi cerca salvezza dall'inferno della Libia. È un governo trainato da Salvini e dalla Lega, che stanno portando a spasso il M5S, una forza che non ha ancora trovato una propria chiara fisionomia e che ora rischia di trovarla nell'asse di destra con la Lega. In questo senso è stato tragico l'errore del PD che non ha voluto nemmeno discutere con i Cinque Stelle per sfidarli sul terreno dei valori e dei programmi, consentendo e quasi augurandosi che Cinque Stelle e Lega si mettessero insieme al governo."

Voi non lo avreste fatto?

"No. Noi ci saremmo seduti al tavolo per discutere con i Cinque Stelle. Era giusto farlo. È stato un errore clamoroso non farlo da parte del PD. E voglio sperare che quell'errore non venga replicato di nuovo, a vari livelli."

Per esempio in vista delle prossime elezioni regionali e amministrative? 

"Certo."

Ma qual è il vostro giudizio e il vostro rapporto con questo PD uscito sconfitto e ridimensionato dal voto del 4 marzo, piuttosto in fibrillazione?

"Il PD ha esaurito lo scopo per cui era nato, la vocazione maggioritaria, il governo della globalizzazione. Ora è in una crisi di valori, di politiche e di prospettive, deve rinnovarsi e trasformarsi. Mi auguro che nel loro percorso ritrovino la spinta a creare un campo largo di forze di centrosinistra e a costruire nuove alleanze per battere la destra."

È quello che sta emergendo, no?

"In realtà, finora non ho visto scelte politiche concrete in questo senso. Comunque, noi costruiremo il nostro partito di sinistra, autonomo. Poi ci confronteremo con tutti, anche con il PD, che nel frattempo terrà il suo congresso."

Ma per le prossime elezioni regionali e amministrative siete disposti a fare alleanze con il PD?

"Non abbiamo posizioni preconcette. Cioè non diciamo mai con il PD, né diciamo con il PD a tutti i costi. Siamo aperti e disponibili al confronto con il PD e con altri sulle cose da fare, siamo una forza responsabile e decisa a raggiungere intese utili al governo delle nostre comunità. Ma per essere utili devono essere intese vere, di alto profilo. Non siamo disposti a svendere le nostre idee e i nostri obiettivi per raggiungere un accordo qualsiasi con il PD. Quindi aspettiamo dal PD segnali concreti per discutere di eventuali obiettivi comuni sui quali lavorare per governare meglio le nostre città e la regione. Non ci interessano invece accordi al ribasso e di puro potere."

 

A cura di P. G. C. 

 

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