Mercoledì 26 Giugno 2019

Politica. Parla Barattoni (Pd): nei comuni puntiamo sul protagonismo dei cittadini e sul civismo

Sabato 10 Novembre 2018 - Romagna Faentina
Alessandro Barattoni

"Noi puntiamo a realizzare in ogni comune coalizioni larghe che comprendano partiti nazionali, formazioni locali e anche esperienze civiche di gruppi o singoli cittadini, cioè quanti capiscono che non è tempo di restare a guardare sul divano di casa quello che succede”

Il Pd ravennate si sta preparando alla campagna elettorale più difficile della sua storia: quella delle amministrative della fine di maggio 2019, quando andranno al voto i cittadini di 14 comuni. La posta in gioco è altissima: una dopo l'altra rischiano di cadere sotto l'assalto del centro destra e della Lega trionfante tutte le amministrazioni locali, in alcuni casi "rosse" da sempre. Nessuna roccaforte è più sicura. Alessandro Barattoni segretario provinciale del Pd lo sa, per questo sta lavorando a una campagna elettorale innovativa e aperta. Coinvolgere i cittadini e le esperienze civiche: è questa la mossa che spera vincente per il centro sinistra.

 

Il Pd è in crisi, diviso e senza una guida nazionale, dunque mai come questa volta ha bisogno di linfa nuova per fare fronte all'attacco degli avversari e per difendere le esperienze di governo dei comuni ravennati. Quella linfa la sta cercando fuori dal Pd, nel protagonismo dei cittadini e nel mondo del civismo, di quanti si impegnano per la comunità pur non indossando casacche di partito. Se la strategia sarà vincente o meno lo vedremo a fine maggio, con il responso delle urne.

 

L’INTERVISTA

Alessandro Barattoni, a Lugo Ranalli si presenta in una convention per lanciare la sua campagna elettorale senza mai citare il Pd. A Russi Palli si presenta come civica di centrosinistra ma non parla di partiti. A Cervia il dopo Coffari pare ripartire dal civico Mazzolani che vuole fare una sua lista civica senza partiti. Il Pd che fa? Si mimetizza?

“Lo schema non è quello di superare il Pd. Ma il Pd vuole sostenere candidati in grado di vincere la sfida elettorale e governare i comuni. Il vessillo del Pd non scompare, sarà nelle piazze, nelle assemblee, nei luoghi in cui c’è il dibattito pubblico. Noi puntiamo a realizzare in ogni comune coalizioni larghe che comprendano partiti nazionali, formazioni locali e anche esperienze civiche di gruppi o singoli cittadini, cioè quanti capiscono che non è tempo di restare a guardare sul divano di casa quello che succede.”

Insomma, un appello agli uomini e alle donne di buona volontà?

“L’appello è a tutte le persone che pensano che il comune dove vivono, lavorano, mandano a scuola i figli o fanno volontariato sia governato bene: quelle persone non possono stare a guardare, devono impegnarsi per difendere certe conquiste, i servizi, il buon governo locale. Deve tornare al centro il protagonismo delle persone. Noi saremo in campo come Pd per cercare di impegnare le persone migliori e le squadre di governo migliori, e invitiamo tutti quelli che hanno a cuore il futuro del loro comune a scendere in campo insieme a noi.”

Il vostro appello al protagonismo e alla partecipazione dal basso non rischia di essere fuori tempo massimo?

“No. Nei comuni abbiamo sempre sollecitato questo impegno. Il nostro non è un finto civismo o un civismo mascherato. Noi ci saremo come partito, ma l’importante è che ci siano anche tanti cittadini senza casacca, perché la situazione della politica oggi è tale che le istituzioni hanno bisogno di un’iniezione di fiducia e di credibilità che può venire soprattutto dai cittadini, dal loro impegno diretto. E in questo quadro il tema non è che il Pd decida tutto da solo, così come non è che Pd e alleati si mettano in una stanza a decidere fra loro. Il tema è cercare comune per comune le persone, le forze, le esperienze migliori.”

 

Nei comuni più piccoli le liste civiche di centro destra o centro sinistra sono un fatto storico consolidato. Ora in più ci sono in qualche caso i M5S. Nei comuni più grandi invece di solito voi date vita a coalizioni e presentate il vostro simbolo. Stiamo parlando di Lugo, Cervia e Bagnacavallo. Cominciamo da qui.

“A Lugo è stata lanciata la candidatura di Davide Ranalli dopo che il Pd all’unanimità nell’Assemblea comunale ha deciso di ricandidarlo.”

D’accordo. Questa è la scelta del Pd. Ma con gli alleati tutto bene?

“Sì. Noi puntiamo a fare un’alleanza la più larga possibile. Quando un sindaco si ripresenta non ci si può esimire da un giudizio sull’esperienza di governo e il giudizio nostro, ma non solo nostro, è che l’esperienza di Ranalli a Lugo sia positiva. Si deve migliorare nei servizi per le frazioni, sul terreno della sanità, sui lavori pubblici. Ma la candidatura di Ranalli è lanciata. E Ranalli punterà ad essere non solo il sindaco del Pd ma di una coalizione larga e di tutta la comunità.”

A Bagnacavallo Eleonora Proni ha sciolto le sue riserve?

“Tutti stiamo lavorando perché Eleonora di ricandidi. C’è grandissimo apprezzamento per il suo lavoro. Ci sono le condizioni per creare una coalizione larga anche a Bagnacavallo. Ora spetta a lei decidere. Mi auguro che sciolga le sue riserve e accetti.”

A Cervia è il civico Enrico Mazzolani il vostro candidato?

“Come ho già detto tante volte, sono le singole assemblee comunali a decidere. Non sono io. Ci sono tante idee in campo. Anche a Cervia si parte dall’esperienza di governo di Luca Coffari, una esperienza positiva, da proseguire. Non so se il candidato sarà Mazzolani, ma chiunque sia l’importante è che il candidato sappia aggregare forze ed esperienze diverse, creare quel campo largo di cui parlavo, per portare la coalizione alla vittoria motivando anche il protagonismo dei cittadini. E poi per noi è fondamentale la continuità delle buone pratiche di governo che hanno di fatto di Cervia un esempio in diversi campi in Italia.”

 

Su quali temi punterete nella campagna elettorale nei comuni?

"Per noi sono centrali tre cose. La manutenzione del territorio, comprese le opere di prevenzione per fare fronte al dissesto idrogeologico. Su questo terreno mi auguro che il governo confermi gli impegni di investimento, così come ha già fatto la regione. Il secondo tema è quello della sicurezza e della qualità del lavoro e della salvaguardia dei posti di lavoro: su questo terreno è importante l'impegno dei sindaci per intervenire nelle trattative e nelle crisi aziendali come ha dimostrato per esempio il Sindaco Ranalli a Lugo. Il terzo punto è salvaguardare, qualificare e migliorare il nostro welfare. Non bisogna in nessun caso indietreggiare rispetto alla dotazione di servizi che i nostri comuni hanno messo in piedi nel corso del tempo e che garantiscono livelli di vita di qualità ai cittadini."

Lo schema di cui parlava prima non rischia di crearvi problemi con le forze più piccole, che potrebbero sentirsi escluse dalle scelte più importanti?

“Bisogna partire dalla consapevolezza della situazione che stiamo vivendo. Il tema del peso delle singole forze politiche non è determinante. Il vero tema è se noi siamo sentiti vicini o lontani dai cittadini, se saremo in grado di coinvolgere i cittadini sul serio oppure no. Se saremo percepiti come aperti e inclusivi, vicini ai cittadini, bene. Se noi saremo percepiti invece come partiti che si chiudono in una stanza a decidere fra loro, staccati dalla realtà, allora saremo destinati alla sconfitta.”

La situazione nazionale e la concomitanza delle amministrative con le europee rischia di penalizzare il campo della sinistra e del centrosinistra. Cosa ne pensa?

“Noi non dobbiamo fare alchimie sul voto del 4 marzo o sui sondaggi. Dobbiamo invece stimolare tutta una parte di cittadini delusi a tornare a impegnarsi. Prima delusi da noi. Ma ora delusi anche dal governo Lega-M5S e mi creda ce ne sono tanti. L’area del non voto è in aumento. Molti sono delusi dall’attuale governo e non trovano ancora in noi un’alternativa. Noi dobbiamo lavorare su questo terreno: è il nostro obiettivo principale. Dobbiamo riavvicinare i cittadini alle cose della politica e al destino delle singole comunità, comune per comune. Non so se a fine maggio il vento sarà ancora a favore del governo giallo-verde, non ne sarei così sicuro. Certo non sarà a nostro favore se non facciamo con umiltà quel lavoro che ho detto: stare fra la gente e sollecitarla alla partecipazione e al protagonismo.”

 

Nei mesi scorsi lei a nome del Pd ravennate aveva chiesta le dimissioni del Presidente del partito Matteo Orfini, mentre con le altre Federazioni della regione avevate chiesto che si facesse il congresso al più presto. Siete stati ignorati o perlomeno non siete stati ascoltati.

“Sì ed è un problema. Ritengo giusto chiedere subito il congresso, dobbiamo insistere: se ci avessero ascoltati ora saremmo più avanti rispetto al punto in cui siamo arrivati. Pur apprezzando il lavoro di Martina, che ha tenuto la barra dritta in una situazione difficilissima. Noi di questo congresso abbiamo bisogno per fare uno scatto in avanti. Ne abbiamo bisogno per coinvolgere persone nuove finora distanti da noi: il congresso può dimostrare loro che stiamo cambiando sul serio. L’altra cosa è che abbiamo bisogno di un confronto serio sulle idee. Perché ci sono dei nodi che dobbiamo sciogliere, sullo sviluppo economico per esempio: dobbiamo scegliere fra un impianto più socialdemocratico o più liberaldemocratico. Anche sulle tutele del lavoro dobbiamo fare delle scelte. Ma il nostro non sarà un confronto positivo se l’unica cosa di cui si discuterà sarà quale candidato è più lontano dalla precedente esperienza di governo. Si tratta del passato. Noi dobbiamo guardare al futuro.”

Nodi da sciogliere se no Lega e M5S faranno ancora il bello e il cattivo tempo a lungo e si scambieranno i voti fra loro. Non è così?

“Più che scambiarsi i voti mi pare che i voti vadano solo in una direzione: verso la Lega. Agli elettori Cinque Stelle delusi da questo governo dico: noi ci siamo. Confrontiamoci. Non ritiratevi in casa. Le nostre comunità hanno bisogno di tutti, anche dei grillini delusi. Se si ingrossano le file del non voto non si va da nessuna parte. Vediamoci, discutiamo: di ambiente, legalità, diritti, di quello che per i cittadini è importante.”

Fra i candidati in campo per la segretaria nazionale del Pd lei ha già fatto una scelta o rimarrà neutrale?

“Il segretario non può rimanere neutrale. Io mi schiererò come tutti gli altri iscritti e parteciperò attivamente al congresso. Io sceglierò il mio candidato in base a tre cose: idee, parole, atteggiamenti.”

Ma non ha ancora scelto?

“No. Ad oggi ci sono solo tre candidati. Credo che altri si presenteranno. Quando tutto sarà chiaro sul piano dei candidati, delle idee, delle parole e degli atteggiamenti anch’io sceglierò.”

 

A cura di P. G. C.

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