Domenica 16 Giugno 2019

Politica. Parla Ortolani (Art. 1 MDP): nei comuni, protagonismo dei cittadini per cambiare sinistra

Giovedì 15 Novembre 2018 - Romagna Faentina
Luca Ortolani (a destra) con il Sindaco di Brisighella Davide Missiroli

Mentre a livello nazionale si decreta in modo definitivo la fine dell'esperienza di Liberi e Uguali con Sinistra Italiana che va da una parte e Articolo 1 MDP che va dall'altra (Possibile aveva già da tempo preso la sua strada), sul piano locale si cerca di tessere la tela di nuovi rapporti a sinistra. Ma è un filo sempre sul punto di spezzarsi. Almeno fra le varie anime inquiete della sinistra a sinistra del Pd. Fra Articolo 1 MDP e Partito Democratico invece ci sono diversi punti di convergenza ed emerge una certa volontà di collaborazione in vista delle prossime elezioni amministrative, per il buon governo dei comuni e non far vincere la destra. Come conferma il segretario provinciale del movimento Luca Ortolani.

 

L'INTERVISTA

Luca Ortolani cosa farà Articolo 1 MDP nelle prossime elezioni amministrative di maggio? Sarà presente? Con il proprio simbolo?

“Per quanto ci riguarda, in tutto il processo di scomposizione e ricomposizione della sinistra in Italia e nei territori, queste elezioni amministrative sono un’opportunità: abbiamo tutti la necessità di ritrovare un contatto con i cittadini per ribadire le ragioni della sinistra per un orizzonte e un destino comune più ampio, al di là delle singole appartenenze. Per dare un governo alle nostre comunità. E per non far vincere la destra.”

Il Pd per bocca del segretario Barattoni ha parlato di alleanze larghe e di protagonismo dei cittadini: porte aperte alle esperienze civiche. Vi sta bene questo schema?

“Può essere un’impostazione giusta. Se parte dal presupposto di ammettere con umiltà che il Pd ha avuto dei limiti e fatto degli errori nel governo locale. Non c’è bisogno di cospargersi il capo di cenere, nessuno lo chiede. Ma ammettere limiti ed errori ed essere disponibili a cambiare, questo è importante. Soprattutto, avere la consapevolezza che si è perso il contatto con la gente e che questo legame con i cittadini va riallacciato. Io vedo in questa chiave il richiamo ai cittadini ad essere più partecipi e protagonisti. Se si fa tutto questo, cioè se si fa un passo indietro come partito e si stimola un passo avanti delle persone, un rinnovato senso di partecipazione civica dei cittadini alla politica, allora è un fatto positivo.”

 

Anche voi avete dato vita in qualche realtà ad esperienze civiche, come nella Bassa Romagna.

“Sì. In alcune realtà ci siamo organizzati come Articolo 1 MDP; in altre abbiamo dato vita a gruppi civici in grado di mettere insieme esperienze di volontariato molto attive sul territorio per elaborare temi, contenuti, strategie. Siccome siamo un movimento e non un partito, abbiamo messo la nostra struttura a disposizione per discutere di contenuti piuttosto che di contenitori. In altri termini: ci interessa parlare dei problemi della gente e non delle appartenenze politiche.”

Per riassumere: nel campo di alleanze larghe di centrosinistra, di impegno civico e di protagonismo dei cittadini siete in sintonia con il Pd. Ci siete anche voi. È così?

“Sì. Ci siamo. Senza dare per scontato nulla. Cioè se il Pd vuol cambiare sul serio, noi ci siamo. Ma non è scontato che il discorso vada a buon fine dappertutto, dipende situazione per situazione, dalle proposte messe in campo. Insomma, bisogna riflettere sulle esperienze del passato con le dovute autocritiche, bisogna fare programmi condivisi e scegliere tutti insieme le persone nuove migliori per avviare una fase nuova di sinistra di governo. Se tutto questo il Pd lo fa con un impegno serio, noi ci stiamo. Se diventasse invece un’operazione di camuffamento non ci interesserebbe.”

Vi siete incontrati e avete avviato un dialogo ufficiale con il PD?

“Sui comuni è tutto lasciato all’iniziativa locale, realtà per realtà. In alcuni posti ci siamo incontrati, in altri no.”

 

Vediamo allora nei comuni più importanti. Che farete a Lugo? Sosterrete Ranalli?

“Ci sono delle aperture di Ranalli sul piano programmatico, che per noi sono importanti. Non lasceremo nulla di intentato nel cercare di costruire un’alleanza alternativa alla destra. Naturalmente ci sono tante criticità che abbiamo già avuto modo di sottolineare, per esempio sulla sanità, sull'ambiente e la cura del territorio, sulle politiche di integrazione. Se sui punti critici il Pd, come pare, è disposto a discutere seriamente, il confronto proseguirà e noi ci saremo.”

A Cervia sosterrete l’eventuale candidatura del civico Mazzolani?

“A Cervia c’è stato un’apertura ufficiale alla collaborazione con il Pd. Di sicuro la proposta di Mazzolani mi sembra convincente nella prospettiva che dicevo prima. Ci vedo una buona dose di umiltà del Pd cervese nel fare un passo indietro e nel provare a mettere in campo una discontinuità. La sfida è aperta anche per altre forze di sinistra, spero sostengano questa prospettiva di cambiamento.”

A Bagnacavallo Proni è ancora in dubbio. Se scioglie la riserva appoggerete la sua candidatura?

“Sì. Sempre alle stesse condizioni. Cioè serve una rinnovata apertura e la volontà di un cambio di passo.”

 

 

Voi avevate un sindaco, eletto come Pd e poi passato ad Articolo 1: parlo di Davide Missiroli di Brisighella. Lui non potrà ricandidarsi dopo due mandati. Avete qualche personalità da candidare nei comuni della provincia?

“No, non abbiamo avanzato proposte. Ci rendiamo conto anche della nostra dimensione limitata come movimento. Quindi non abbiamo pretese. Però vogliamo essere di stimolo al cambiamento a sinistra. Stimolanti e sfidanti verso il Pd, prima di tutto. Perché serve qualcosa di nuovo. Vale per Brisighella e per tutti i comuni.”

C’è qualche comune in cui questo non sta succedendo?

“No, in linea di massima vedo un Pd impegnato seriamente e umilmente a mettere in discussione ovunque le cose fatte e le realtà consolidate, per produrre fatti nuovi: c’è un tentativo serio di cambiare, di essere più aperti e inclusivi. Spero si prosegua su questa strada.”

Ma il vostro simbolo sarà presente almeno nei tre comuni principali, dove di solito si fanno coalizioni fra partiti diversi?

“Non credo che noi avremo il nostro simbolo da nessuna parte. O meglio, riteniamo che quella dei comuni sia un’opportunità utile a costruire qualcosa di nuovo a sinistra. Qualcosa che vada oltre noi stessi. Ed è in questo spirito e in base a questa necessità che pensiamo che le elezioni del maggio 2019 possano essere un’opportunità per tutta la sinistra. Ripeto: proviamo a costruire gruppi ed esperienze civiche orientate a sinistra più larghe possibili, senza preclusioni.”

 

Con senza preclusioni intende senza chiudere la porta in faccia al Pd o al M5S o ad altri?

“Sì. È questo. Se puntiamo su larghe aggregazioni di stampo civico, legate agli interessi del territorio, dobbiamo discutere di contenuti ma non possiamo metterci ad alzare paletti preclusivi verso qualcuno.”

Queste elezioni sanciranno la rottura definitiva di Articolo 1 MDP con Sinistra Italiana che pare abbia scelto di schierarsi in alternativa al PD ovunque?

“Il problema è che Sinistra Italiana e altre forze di sinistra hanno deciso in questo momento che possono definire se stesse solo in contrapposizione ad altri - al Pd, o al Partito del Socialismo Europeo – e questa è una forma di subalternità culturale e politica. È una scelta che dimostra quanto non sia stata capita la sconfitta del 4 marzo, dove si sia sbagliato. Su questo punto si è registrata una rottura profonda fra Articolo 1 MDP e Sinistra Italiana a livello nazionale. Sul piano locale forse è possibile recuperare un dialogo e non rendere irreversibile questa rottura.”

Insomma lei dice che la ricerca del bene comune sul territorio forse può essere uno stimolo a superare anche certi conflitti o pregiudiziali ideologiche?

“Dovrebbe essere così. Mi auguro di sì.”

 

A cura di P. G. C. 

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