Mercoledì 26 Giugno 2019

Politica. Parla Fusignani (Pri): in campo nei comuni come laici, alternativi a nazionalismo leghista

Venerdì 16 Novembre 2018 - Romagna Faentina
Eugenio Fusignani

"Presenteremo liste dell’Edera dove è possibile. Oppure saremo in alleanze civiche dove però le nostre ragioni non siano disperse e dove sia ben chiara l’identità laica, democratica e repubblicana di queste liste"

In vista delle prossime elezioni amministrative che interessano 14 dei 18 comuni della provincia, con esiti mai in bilico come questa volta, si vanno via via definendo le alleanze. Sul fronte centro destra tiene l'asse Lega - Forza Italia - Fratelli d'Italia. Nel centro sinistra si assiste a un riavvicinamento fra Pd e Art. 1 MDP, possibilisti sembrano verdi e socialisti, mentre più distante è la sinistra più radicale: Sinistra Italiana, Potere al popolo, Rifondazione Comunista, Possibile. Il M5S resta un'incognita difficile da decifrare, anche perchè spesso non si sa letteralmente con chi parlare per ottenere le informazioni da offrire ai lettori. E poi c'è il più antico partito italiano, il Pri, che qui in alcune realtà ha ancora un certo radicamento. 

 

Che farà il Pri a maggio? Lo abbiamo chiesto al segretario provinciale Eugenio Fusignani, che è anche Vice Sindaco di Ravenna e che sogna di "esportare" il modello Ravenna in tutti i comuni, anche se non sarà facile. Il modello Ravenna significa patto forte fra Pd e Pri da allargare poi via via a tutte le altre forze politiche e civiche, senza annullare le identità di ciascuno. Uno schema che ad altri sicuramente non piacerà, ma che Fusignani accarezza.

 

L’INTERVISTA

Eugenio Fusignani che farà il Pri alle prossime elezioni amministrative in provincia di Ravenna? Sarà parte delle alleanze di centro sinistra come a Ravenna? Andrà da solo? Sceglierà caso per caso?

“A differenza del Pd che ha una struttura organizzata verticale e centralizzata che porta a scelte omogenee sul territorio, noi abbiamo un’organizzazione orizzontale e quindi ragioniamo e scegliamo comune per comune.”

D’accordo. Ma in linea di massima siete stati negli ultimi anni soprattutto alleati del Pd nel centro sinistra, come per esempio a Ravenna, a Russi o a Fusignano.

“Sì. A Russi abbiamo un assessore nella Giunta Retini e due consiglieri comunali. A Fusignano siamo nella maggioranza di governo guidata da Pasi.”

A Cervia, Alfonsine e Lugo invece...

“A Cervia eravamo all’opposizione rispetto al Pd, però non siamo riusciti a confermare una nostra presenza nell’ultimo Consiglio comunale. Ad Alfonsine abbiamo presentato una lista autonoma con il nostro candidato sindaco e abbiamo ottenuto un buon risultato. A Lugo invece eravamo insieme alla lista civica Per la Buona Politica.”

 

Fin qui abbiamo registrato lo stato delle cose. Ma cosa farete nei prossimi mesi? Il Pd propone ovunque uno schema di alleanze larghe con appello a forze diverse, al civismo e al protagonismo dei cittadini. Anche per ridare dignità e forza alla politica. È uno schema che vi sta bene?

“In linea di massima il ragionamento non è sbagliato. È condivisibile. L’apertura dei partiti al contributo fattivo della società civile è assolutamente necessario, non è una questione di maquillage. Noi stessi lo abbiamo praticato nelle ultime elezioni. Ma non si tratta di azzerare l’esperienza dei partiti, soprattutto di quelli che hanno una storia e un radicamento sul territorio. E per quanto riguarda il Pri, la nostra corsia preferenziale è quella di conservare la nostra identità."

In che modo?

“O attraverso la presentazione delle liste dell’Edera dove è possibile. Oppure in alleanze civiche dove però le nostre ragioni non siano disperse e dove sia ben chiara l’identità laica, democratica e repubblicana di queste liste. Insomma, apertura alla società civile sì, ma senza creare marmellate politiche indistinte, senza accozzaglie: certi valori e contenuti devono rimanere ben chiari.”

Lo scontro a maggio sarà titanico fra un centro sinistra che cercherà di mantenere le proprie roccaforti ravennati - sempre meno sicure - e un centro destra a trazione leghista che tenterà di smantellarle una dopo l’altra. Come vi collocate in questo scontro? Sarete neutrali?

“Il Pri non può essere neutrale perché ha una storia e una tradizione. Lo scontro non è solo fra centro destra e centro sinistra e noi siamo storicamente una forza laica di centro sinistra. Ma lo scontro a maggio – visto che si vota anche sull’Europa - sarà fra una certa idea dell’Europa e dell’Italia nel Mondo e un'altra. E noi siamo un partito europeista, difendiamo l’Europa e difendiamo l’Euro.”

Quindi non potete in nessun caso essere dalla parte della Lega e dei sovranisti.

“Assolutamente no. Siamo all’opposto rispetto al nazionalismo della Lega che mette in discussione i fondamenti stessi dell’Unione Europea. Nessun accordo è possibile sul piano nazionale. Un repubblicano sincero non può essere leghista. Se diventa leghista con Salvini vuol dire che ha rinnegato le sue radici repubblicane. A livello locale in qualche caso possono intervenire fattori diversi. Ma in linea di massima, anche a livello locale è difficile fare alleanze di questo tipo. La dirigenza repubblicana non avallerà alleanze con la Lega.”

 

 

Ma veniamo al caso per caso, dunque. A Russi e Fusignano siete orientati a confermare la vostra presenza nelle alleanze di centro sinistra?

“Sì, in entrambi i comuni. Giudichiamo positivamente le esperienze fatte. Naturalmente se rimane quel discorso che ho fatto in precedenza, se il coinvolgimento è una cosa seria e le alleanze non sono semplici camuffamenti o marmellate indistinte di forze.”

A Russi la partenza di Valentina Palli con la sua lista civica vi ha convinto o no?

“Sì, le prime mosse di Valentina Palli le giudichiamo in maniera positiva.”

A Cervia che farete nel 2019?

“Qui la cosa è più complicata, anche perché non c’è stata la conferma di un sindaco bravo per i motivi che sappiamo. E poi qui veniamo da una storia di contrasto con il Pd e il centro sinistra. Se il Pd è interessato ci mandi un segnale. Noi lo valuteremo. Ma stiamo ancora aspettando.”

A Lugo?

“L’esperienza della Buona Politica è stata un’esperienza tutto sommato buona per il Pri, che ha avuto spazio e ha portato avanti battaglie molto repubblicane. Se l’intenzione della Buona Politica è di ripresentarsi ancora noi ci saremo, ma solo con un candidato Sindaco laico scelto assieme. Se poi la Buona Politica invece fa accordi con altre coalizioni senza prevedere un dialogo con l’attuale maggioranza, noi non siamo d’accordo.”

Cioè se Per la Buona Politica fa accordi con la Lega voi dite no.

“Esatto.”

Ad Alfonsine, infine?

“Alfonsine è un’esperienza importante per noi. Ma Ravenna nel 2016 ha aperto una strada ed è un’esperienza che rappresenta un punto di riferimento. A Ravenna noi e il Pd abbiamo fatto un patto come unici due partiti dell’alleanza che sostiene la Giunta de Pascale. Se il Pd provinciale vuole applicare anche in altri comuni la stessa logica applicata a Ravenna, allora si possono aprire degli spiragli di collaborazione con il Pri anche ad Alfonsine. Se il Pd invece va avanti in una logica di alleanze indistinte che non focalizzino bene il nostro ruolo, allora noi non ci stiamo. In altre parole, prima ci deve essere un patto forte fra le due forze politiche, che poi si può aprire anche alle altre. Senza questo patto e questo reciproco riconoscimento non se ne fa niente.”

 

A cura di P. G. C.

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