Mercoledì 19 Dicembre 2018

Confagricoltura Ravenna. Gli effetti dei cambiamenti climatici sulla frutticoltura in un convegno

Giovedì 29 Novembre 2018 - Faenza
I relatori in un momento del convegno di Confagricoltura

Ieri pomeriggio, all'hotel Cavallino di Faenza, organizzato da Confagricoltura Ravenna, si è svolto, alla presenza di numerosi associati e autorità, il convegno dal titolo: “Mutamenti climatici ed eventi sempre più estremi. Quale può essere la frutticoltura di domani? Problemi ed opportunità”.
Relatori del convegno sono stati Pierluigi Randi, tecnico meteorologo certificato, Emilia-Romagna Meteo, socio AISAM; Mauro Bergamaschi, Tecnico CREA, Centro di Ricerca Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura Sede di Forlì; Giancarlo Minguzzi, presidente Fruitimprese Emilia Romagna e Francesco Donati, presidente Federazione Nazionale di Prodotto della Frutticoltura di Confagricoltura che ha coordinato gli interventi.


L'intenzione è stata di capire, per quanto possibile, cosa possiamo aspettarci nel breve, medio e lungo periodo dal clima e dal meteo e conoscere cosa ci propone la ricerca in ambito frutticolo per rimanere in condizioni di produrre frutta buona e sana per soddisfare le richieste dei consumatori, dando soddisfazioni economiche ai produttori. Senza dimenticare che i cambiamenti climatici sono spesso terreno fertile per nuovi parassiti, vedasi la cimice asiatica che nel periodo primaverile/estivo provoca danni ingenti alle produzioni agricole ed al verde pubblico e nel periodo autunno/invernale, quando è in cerca di rifugi per svernare, crea tanti disagi ai cittadini intrufolandosi ovunque nelle abitazioni ed in particolare nei guardaroba.

Pierluigi Randi ricorda che il cambiamento climatico da ipotesi è divenuto realtà. I dati dicono che il riscaldamento globale è già in atto. La cosa che preoccupa di più è che il riscaldamento è estremamente veloce.
Ciò comporta pesanti conseguenze sul sistema agricolo con diverse criticità tra le quali possono essere considerate:
la disponibilità di acqua;
fronteggiare gli eventi estremi in aumento;
la difesa fitosanitaria perché con il cambiamento climatico si presentano nuove specie di parassiti.
Quindi anche dal punto di vista della ricerca e della gestione dei piani colturali serviranno profonde modifiche rispetto al passato perché questo trend continuerà nei prossimi decenni.
Per contrastare questi fenomeni ci sono alcune strategie da mettere in atto:
1) Mitigazione – contenere le fonti di emissione di gas serra (COP 21 Parigi) cercando di non oltrepassare la soglia di aumento di temperatura media di 1,5 gradi (ritenuta la soglia che se oltrepassata renderebbe estremamente difficoltoso l’adattamento);
2) Adattamento – si può attuare attraverso diverse forme, quali la tecnologia che ci può dare una mano (esempio coltivazioni che richiedono una minore quantità di acqua) e una maggiore consapevolezza a livello economico/politico sull’importanza della sopravvivenza del nostro sistema agroalimentare.

Mauro Bergamaschi, analizzando gli eventi climatici estremi che sempre più frequentemente si presentano, ha evidenziato come le temperature estive particolarmente elevate rilevate nei nostri ambienti Romagnoli possano determinare disfunzioni e danni ai frutti ed alle piante. Per fronteggiare queste problematiche occorre necessariamente mettere in atto strategie di adattamento, fra cui risulta importante l’adozione di quelle pratiche agronomiche che migliorino la gestione irrigua; inoltre occorre rivedere alcuni concetti su cui la frutticoltura si è da molto tempo basata, come il ruolo dei portinnesti, considerando la sensibilità a carenza idrica di quelli più nanizzanti generalmente impiegati. E’ infine da sottolineare il ruolo del miglioramento genetico, in quanto è dall’innovazione varietale che ci si attende in futuro una risposta alle numerose problematiche legate ai cambiamenti climatici, con l’introduzione di varietà più rustiche, più tolleranti a stress biotici e abiotici, ricordando che risulta comunque essenziale verificarne l’adattabilità all’ambiente di queste nuove cultivar.

Per l'opinione di Minguzzi leggere l'altro articolo pubblicato sul nostro giornale (http://www.ravennanotizie.it/_index.html?_id1=100&_id4=777&_id5=155326&_id6=db_articoli)

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