Mercoledì 26 Giugno 2019

Alberani, Legacoopsociali: “Futuro a rischio per 8.000 educatori impiegati in coop socio-sanitarie"

Mercoledì 19 Dicembre 2018 - Romagna Faentina

“Il futuro di circa 8.000 educatori impiegati nelle cooperative socio-sanitarie dell’Emilia-Romagna è a rischio se non verrà tutelato in sede di Legga di Bilancio”: è l’allarme lanciato dal vicepresidente nazionale di Legacoopsociali e responsabile dell’area welfare di Legacoop Emilia-Romagna Alberto Alberani.

 

“Si tratta – spiegano da Legacoopsociali – di un emendamento approvato alla Camera che reintroduce all’interno della cosiddetta legge Iori la figura dell’operatore socio-sanitario e che rischia di essere soppresso in Senato mettendo a repentaglio la sorte di oltre 150.000 educatori in tutta Italia e il futuro dei servizi nei quali operano da anni concorrendo all’affermazione di eccellenze italiane, quali i percorsi di deistituzionalizzazione in ambito psichiatrico”.

 

Se l’emendamento non passa si avranno ricadute pesanti sul fronte dei lavoratori, dei servizi e delle cooperative che li gestiscono: oltre 150.000 educatori rimarrebbero sprovvisti del “titolo” ad operare in servizi socio-sanitari (psichiatria, dipendenze, sanità) con il rischio di perdere il lavoro; i servizi verrebbero depauperati di competenze ed esperienze professionali che ne hanno, in questi anni, sviluppato qualità e continuità e gli utenti dei servizi si troverebbero di fronte a repentine interruzioni di relazioni e progettualità educative; la cooperazione sociale e gli enti del terzo settore si troverebbe a gestire un doppio danno: la perdita di personale qualificato e l’impossibilità a reperire le qualifiche necessarie, anche perché il numero chiuso nei corsi nelle facoltà di Medicina è fortemente sottostimato rispetto al bisogno, oltre ai costi consistenti della tassa sui licenziamenti che si troverebbe costretta ad effettuare suo malgrado.

“L’approvazione dell’emendamento anche al Senato – conclude Alberani – sarebbe un intervento di giustizia sociale ed economica che, pur non risolvendo per intero il problema relativo al doppio binario della qualifica di educatore, salvaguarda il lavoro di persone e imprese sociali cooperative che in questi anni hanno contribuito attivamente a far fronte alle problematiche di una società sempre più contrassegnata da fragilità e bisogni sociali e sanitari”. 

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