Martedì 19 Marzo 2019

Domenica 3 marzo le Primarie del Pd. Barattoni: spero in una grande partecipazione, serve un segnale

Giovedì 28 Febbraio 2019

Domenica 3 marzo dalle ore 8 alle ore 20 i militanti, gli elettori e i simpatizzanti del Pd sono chiamati a votare alla Primarie per eleggere il segretario nazionale e l’assemblea nazionale del Partito Democratico. Possono votare tutti i cittadini italiani, i cittadini dell’Unione Europea residenti in Italia, i cittadini di altri Paesi in possesso di regolare permesso di soggiorno. L’età minima per votare è 16 anni. I seggi allestiti dal Pd in tutta la provincia sono 89, i militanti mobilitati per consentire il voto 600.

 

Per votare - precisa il Pd - occorre presentarsi ai seggi allestiti in varie località con un documento di identità - a Ravenna non è necessaria la tessera elettorale - dichiarare di essere elettori del Partito Democratico e accettare la registrazione all’Albo degli elettori del PD, versando almeno 2 euro. Chi è interessato al voto può trovare il seggio dove deve votare a questo link. Ognuno deve verificare quale luogo di voto corrisponde al proprio seggio elettorale (non si vota nei normali seggi elettorali ma nelle postazioni allestite dal Pd).

I candidati alla segreteria nazionale del PD sono tre: Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti.

I candidati della provincia di Ravenna all’assemblea nazionale sono suddivisi per mozioni. La MOZIONE ZINGARETTI presenta come candidati Michele de Pascale, Milena Barzaglia, Mirco Bagnari, Ouidad Bakkali, Fabio Sbaraglia, Marta Garuffi, Savino Dalmonte, Greta Cavallaro. La MOZIONE MARTINA Elisa Vardigli, Alessandro Barattoni, Sabrina Mondini, Michele Mazzotti, Maria Cristina Gottarelli, Davide Coralli, Mirella Dalfiume, Stefano Collina. La MOZIONE GIACHETTI Antonio Lazzari, Manuela Fantinelli, Pierpaolo Cecchi, Patrizia Magnani, Roberto Catalano, Annalisa Barbieri, Alessandro Scarano, Enrica Fantinelli.

 

Ravenna eleggerà 8 membri nell'Assemblea nazionale: gli eletti saranno scelti in base ai voti che domenica prendono le tre mozioni. In ogni caso ci sarà un grosso ricambio: nella precedente Assemblea nazionale del Pd furono infatti eletti Collina, Corsini, Fagnani, Garuffi, Mondini, Proni, Rontini, Sbaraglia. 

Presentando le Primarie del 3 marzo il segretario del Pd Barattoni ha detto che avvengono "a 364 giorni dal voto del 4 marzo 2018, e rappresentano un momento fondamentale per eleggere il futuro segretario del Pd e la nuova Assemblea nazionale del partito". Insomma per dare una guida stabile a un partito che in tutto questo lungo periodo ne è in qualche modo rimasto privo, dando campo libero agli avversari. 

"Ora il clima è cambiato; - ha aggiunto Barattoni - siamo in una nuova fase, comincia a serpeggiare la disillusione e la preoccupazione in molte persone per le scelte del governo Lega - Cinque Stelle. Dopo una fase di attesa 'per vedere che cosa combinavano quelli al governo', ora la gente sta capendo che le cose non vanno. È un governo debole con i forti e forte, anzi bullo con i più deboli. È un governo pericoloso, recessivo e inadeguato. Pericoloso perchè gioca con le parole e i problemi senza risolverli. Il decreto dignità non ha ridato dignità al lavoro e anzi ha dato il via ad una fase recessiva dell'economia. Il decreto sicurezza non ha creato sicurezza ma più allarme e più paura."

 

"È un governo recessivo perchè non c'è alcuna idea di sviluppo del paese, basta guardare alla vicenda delle trivelle, - ha continuato Barattoni - ed è inadeguato perchè ogni misura è un compromesso per accontentare ora l'uno ora l'altro, ma la Lega e i Cinque Stelle non hanno una visione del Paese, non sono in grado di proporre una sintesi."

In questo quadro finalmente arriva l'occasione del Pd per ricostruirsi e proporsi in modo nuovo dopo la batosta del 4 marzo. 

"Il centrosinistra c'è ed è vivo. E il Pd è la principale forza che trascina il centrosinistra. - afferma Barattoni - Anche il Pd è vivo e domenica 3 marzo puntiamo a una grande mobilitazione di popolo per eleggere il segretario con le Primarie e per cominciare a costruire l'alternativa a questo governo. La disillusione delle persone non deve diventare astensione, dobbiamo fare in modo che le persone prima illuse e poi disilluse da questo governo trovino nel Pd e nel centrosinistra quell'alternativa democratica, credibile, utile al loro impegno per cambiare la propria vita e l'Italia."

Il segretario del Pd non fa numeri, non dice quante persone si aspetta ai seggi domenica (nel 2013 nel confronto fra Renzi, Cuperlo e Civati votarono 39.000 persone in tutta la provincia; nel 2017 nel confronto fra Renzi, Orlando ed Emiliano i votanti furono 22.000) ma conclude dicendo: "Spero in una grande partecipazione perchè sento che c'è tanta voglia di ripartire e di dare inizio ad una nuova stagione. Domenica 3 marzo possiamo dare un segnale forte per far cambiare direzione a questo paese.

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