Domenica 26 Maggio 2019

SOS DONNA compie 25 anni e regala alla città di Faenza un murale contro la violenza sulle donne

Lunedì 4 Marzo 2019 - Faenza

L’Associazione SOS DONNA di Faenza, centro contro la violenza alle donne, compie 25 anni e per celebrare questo importante traguardo ha scelto la significativa realizzazione di un'opera d'arte che fosse anche un regalo alla città: un murale a tema femminile firmato dall'artista francese Coquelicot Mafille, parte del progetto “Mai più donne con le spalle al muro”.

 

L'opera verrà inaugurata sabato 9 marzo alle 17 con un percorso itinerante che partirà da piazzetta Carlo Zauli fino all'opera, in via Montalto, nel Distretto A, quartiere già connotato da altre iniziative analoghe.

 

Si tratta della prima opera di street art sul tema della violenza contro le donne realizzata in un Comune della Regione Emilia-Romagna in cui ha sede un centro antiviolenza e rappresenta un’importante presa di posizione pubblica della città in contrasto a questo fenomeno: a commentare il progetto nella conferenza stampa di presentazione, svoltasi questa mattina a Faenza, c'erano  Elisa Ottaviani di Sos Donna, Bianca Maria Canepa, Distretto A, Giovanni Malpezzi, Presidente dell’Unione della Romagna Faentina, Claudia Gatta,  Assessora Politiche Sociali e Abitative - Politiche e Cultura di Genere Comune di Faenza, Coquelicot Mafille, artista.

 

È stata Elisa Ottaviani, operatrice del centro antiviolenza SOS Donna, a raccontare come e perchè nasce questo bellissimo progetto legato alla street-art: "L’8 marzo 2019 l’Associazione SOS Donna festeggia il venticinquesimo anniversario dalla sua nascita. Per questa importante ricorrenza abbiamo deciso di realizzare un murales a tema femminile, che potesse essere un riconoscimento del coraggio e dell’impegno che le donne accolte dal nostro centro antiviolenza in tanti anni di attività mettono quotidianamente nei loro percorsi di uscita dalla violenza".

 

"Volevamo che l’opera restituisse un’immagine di donna forte, libera e autodeterminata - spiega Ottaviani -, nella quale tutte le donne potessero riconoscerci. Per riuscire a realizzare il nostro progetto abbiamo chiesto aiuto a Distretto A, un’associazione con grande esperienza nel campo, e questa collaborazione si è rivelata veramente preziosa. Siamo state piacevolmente sorprese, inoltre, dall’entusiasmo con cui è stato accolto il progetto dalle varie aziende a cui abbiamo chiesto una sponsorizzazione e che hanno deciso di sostenerlo".

 

"Il Distretto A ha sempre creduto nella grande forza espressiva insita nell'arte urbana e nelle sue forme, perciò quando SOS Donna ci ha proposto questo progetto l'abbiamo accolto con entusiasmo - è Bianca Maria Canepa di Distretto A a parlare -.  Abbiamo subito pensato che il tema che si proponeva era forte e attuale e perciò "NO alla violenza sulle donne" non poteva trovare un mezzo migliore che un muro per arrivare alla testa ed al cuore della gente. Anche l'importante risposta delle artiste ha confermato quanto fosse sentito questo argomento e la scelta, fra le 43 artiste che hanno partecipato, è ricaduta su Coquelicot Mafille perché ha saputo trasmettere la leggerezza e la forza di una donna che danzando rinasce".

 

"La proposta di Coquelicot - ha aggiunto - è stata selezionata anche in relazione al muro ed al contesto in cui si sarebbe inserita ed oggi siamo felici ed orgogliosi di aver potuto contribuire alla nascita della quarta opera murale nel nostro Distretto A, questa volta, tutta al femminile compresa l'amica a cui appartiene il muro su cui è stata realizzata l'opera".

 

L'immagine doveva essere quella di donna forte, libera e autodeterminata. Si è partiti da questa idea per una "chiamata" per selezionare una street artist sensibile a queste tematiche: l’invito a partecipare è stato rivolto solamente ad artiste donne e alla scadenza per la presentazione dei bozzetti, sono state 43 le proposte arrivate a Faenza dall’Italia e dall’estero. Una giuria composta dai rappresentati dell’Associazione SOS Donna e Distretto A, dalla proprietà dell’immobile ed alcuni consulenti esterni esperti in street art ha decretato la vincitrice del bando, utilizzando come criteri di scelta il messaggio veicolato dall’opera, il suo inserimento nel contesto urbano e non da ultimo l’esperienza dell’artista.

 

La giuria ha deciso di premiare la proposta di Coquelicot Mafille, street artist di origini parigine che ora vive e lavora a Milano, la quale ha deciso di rappresentare l’immagine di una ballerina, con le braccia spalancate in un gesto liberatorio. 

 

L’artista descrive così la sua opera: “Benché la questione delle violenze sulle donne da parte degli uomini esista e sia una questione sociale grave, intendo valorizzare gli aspetti positivi, emancipatori e le capacità di trasformazione delle donne anziché guardare alla figura della vittima. Sullo sfondo di una maiolica del 1500, ripresa da una vaso tipico di Faenza, una donna danza, apre le braccia e il petto in un gesto di liberazione, come per lasciare andare tutto ciò che l'ha trattenuta sin'ora e si libra in aria, finalmente in solido equilibrio nelle nuove esperienze della sua vita. Insieme a lei, con lei, vola uno stormo di gabbiani".

 

IL PROGRAMMA DI SABATO 9 MARZO

 

L’opera realizzata dall’artista francese Coquelicot Mafille verrà inaugurata tramite un percorso itinerante che partirà alle 17 da piazzetta Carlo Zauli e condurrà gli spettatori fin sotto il murales, attraversando cortili e piazze del Distretto A: ad ogni tappa la storia di una donna, narrata dalle volontarie di SOS Donna e Compagnia delle Feste. Al termine delle letture un aperitivo di inaugurazione dell’opera accoglierà tutti i partecipanti.

 

BIOGRAFIA DI COQUELICOT MAFILLE

 

Coquelicot Mafille (Parigi 1975 - vive e opera a Milano). Il suo lavoro è presente nei cataloghi Arkitekturae / Times in Jazz XXI edizione 2008; Terra/Times in Jazz XXIV edizione 2011; Memorie Urbane V edizione, 2016; Le MUR 2010/2015, Hermann éditeurs, 2016; Segnature/micro rivista/micro magazine, février 2016; Catalogo Maam, Museo dell'altro e dell'altrove, Roma, Ed. Bordeaux, 2017; Street Art In Sicilia, M.Filippi, M.Mondino, L.Tuttolomondo, Palermo, Ed. Flaccovio, 2017; Collection Imago Mundi "FRANCE: INSTANT PRESENT", 2017; Residenze d'artista BoCs Art. Cosenza 2015/2016, Manfredi Edizioni, 2017; DayOffMag, The Paris Issue, 2018.
A maggio 2018 realizza un disegno e una poesia per Gucci Bloom Acqua Di Fiori.

 

Conduce inoltre ateliers d'artista presso musei, scuole, associazioni, con ragazzi e bambini. Al Macaal, Museo d'Arte Contemporanea Africana Al Maaden, Marrakech, Marocco (05/18), con i bambini di Borgo Vecchio, Palermo, in collaborazione con Borgo Vecchio Factory, Asso. Per Esempio, e l'Università di Palermo (02/16); Minotauro, Milano (12/15); MUBA, Museo dei Bambini di Milano, sponsor Kinder (10/2015); Collège Paul Éluard, Seine sur Mer (04/11).

 

ll progetto, patrocinato dall’Unione della Romagna Faentina, è stato realizzato grazie al sostegno di: Ascom, la BCC Credito Cooperativo, Bucci Industries S.p.A., Gemos Soc. Coop., Il Pennello, Parafarmacia Salute e Natura, Prink S.p.A., Rustichelli Color, Tema Sinergie S.p.A. e Top Rent S.r.l.

 

Le ragioni per cui queste realtà hanno deciso di sostenere il progetto di SOS Donna Faenza: “Il sostegno della nostra Banca alla Associazione S.O.S. Donna - spiega Secondo Ricci, Presidente di BCC Credito Cooperativo - è un impegno che in questi 25 anni abbiamo mantenuto con costanza per dare un aiuto concreto alle donne che affrontano il loro percorso di uscita dalla violenza. Lo abbiamo fatto attraverso la promozione delle iniziative proposte dalla associazione per sensibilizzare la comunità sul tema della violenza, come in questo caso, ma anche con interventi economici a favore delle donne assistite dall’Associazione, grazie alla Convenzione “Sportello della Solidarietà” in collaborazione con la Fondazione Giovanni Dalle Fabbriche. In quanto Banca locale operiamo per garantire l’inclusione sociale e promuovere il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche delle persone che vivono nel nostro territorio”.

 

"La violenza sulle donne è un fenomeno in preoccupante crescita. Il contrasto alla violenza non compete solo alle istituzioni, ma anche alle imprese nelle quali queste donne lavorano - spiega il presidente di Gemos Mirella Paglierani - Gemos ha arricchito il proprio Welfare Aziendale con un Progetto ad hoc che prevede una serie di azioni concrete volte a sostenere le donne vittime di violenza: supporto a progetti di ricerca sulla violenza di genere, sostegno economico a Centri Antiviolenza, accompagnamento al lavoro di donne in condizioni di svantaggio (in particolare donne vittime di violenza) attivando tirocini presso la Cooperativa, servizio di ascolto e consulenza familiare per tutti i propri lavoratori".

 

"Tra queste azioni - aggiunge - c’è anche il sostegno al progetto “Mai più donne con le spalle al muro” perché, sentendoci parte di una comunità e di un territorio, vogliamo agire ponendo particolare attenzione al contesto che ci circonda, consci che il vero sviluppo possa essere ottenuto solo operando con una condotta eticamente orientata al rispetto e al benessere della società".

 

Anche Gabriele Montanari di Top Rent ha voluto spiegare perchè la sua azienda ha voluto dare un contributo alla causa: "Sosteniamo quest’iniziativa per dire no alla violenza inaudita e intollerabile sulle donne, purtroppo ancora oggi sempre presente. Occorrono maggiore sensibilizzazione, rispetto e parità dei diritti, basti pensare che Nel 2012 l’Italia è scesa dal 74° all’80° posto – dopo il Ghana e il Bangladesh – nella classifica del Gender Gap Report sulla condizione della donna nel mondo, stilata dal World Economic Forum".   

 

“La motivazione per cui aderiamo come Parafarmacia Salute e Natura al progetto del murales “Mai più donne con le spalle al muro” di SOS Donna - dicono Nives e Pia - è quella di solidarietà col mondo femminile essendo noi presenti sul territorio faentino come impresa femminile particolarmente a contatto con problematiche affini al contesto in cui opera SOS Donna e per l’amicizia e la vicinanza che ci lega con le volontarie e le fondatrici di questa associazione che proprio quest’anno compie 25 anni. Ringraziamo quindi per l’opportunità nella speranza che quest’opera sia di stimolo alla riflessione sulla problematica della violenza”.

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