Giovedì 21 Marzo 2019

Musica. Il MEI favorevole a legge che tutela la musica italiana in radio

Mercoledì 6 Marzo 2019 - Faenza

"Il dibattito sulle quote di musica italiana in radio e tv sta diventando acceso con le grandi radio e le grandi tv che fanno le barricate all’ingresso di una simile proposta perchè vogliono proseguire con l’attuale status quo che vede indipendenti ed esordienti autoprodotti completamente fuori da tale mercato, che riescono solo a bypassare utilizzando le piattaforme on line in streaming gratuite". È questo il parere di Giordano Sangiorgi, patron del MEI di Faenza e da sempre al fianco dei musicisti indipendenti.

 

“Siamo favorevoli a una Legge come quella proposta - spiega Sangiorgi - che tuteli e sviluppi la musica italiana in radio e tv. Mi pare interessante ogni azione atta a tutelare e sviluppare il Made in Italy musicale, come da sempre fanno in Francia, in Germania e in altri Paesi, lasciando ben il 60% di musica internazionale. Ciò permetterebbe un introito maggiore di 45 milioni di euro di diritti in Italia grazie ai passaggi in radio e tv. Credo che serva però lo stesso atteggiamento presente in Francia e in Germania e quindi un inquadramento generale di sistema: intanto una Legge di sistema a sostegno della Musica Popolare Contemporanea".

 

"C’è la Legge sullo Spettacolo dal Vivo - continua - che attende di essere finanziata proprio per sostenere secondo il modello francese progressista la nuova musica del Paese attraverso supporti alle produzioni, ai tour all’estero, tax credit, sgravi e art bonus per il settore, azioni a favore del live e tanto altro, oltre alle quote in radio”.

 

In Francia le quote in radio hanno funzionato permettendo di fare circolare il 60% di musica straniera ma inserendo il 40% di musica francese e in genrale il 20% di indipendenti esordienti. Per tale motivo “serve un accorgimento e cioè, come in Francia, una quota almeno del 20% del palinsesto generale destinata a tutti i giovani esordienti provenienti dal mondo delle etichette indipendenti e dalle autoproduzioni che sono quelli che faticano di più ad entrare nelle playlist delle grandi radio e tv musicali e che anzi vengono proprio respinti ogni volta che bussano oppure non trovano proprio nessuna risposta”, dichiara Sangiorgi.

 

In poche parole, questo ciò che servirebbe al settore secondo Sangiorgi:

- mantenere il 60% di canzoni internazionali mentre il restante 40% deve essere di produzioni nazionali realizzate in ogni lingua (italiano, dialetto, duetti con stranieri, etc.), con brani del catalogo recente, al massimo di 5 anni e con un ricambio costante di brani nel palinsesto quotidiano in modo che non siano sempre gli stessi 10 brani che passano in ogni radio continuamente;
- il 20% deve essere costituito da produzioni indipendenti di emergenti ed esordienti, che sono coloro che non trovano alcuno spazio in radio e tv e spesso nessuna risposta proprio e possono così avere attenzione e visibilità e ritorni economici;
- vanno aboliti i conflitti editoriali con le radio che non possono più possedere edizioni musicali che porterebbe loro a programmare continuamente i loro stessi artisti; vi deve essere attenzione anche per le musiche popolari regionali che ci hanno fatto diventare noti all’estero e i giovanissimi under 30 all’esordio totale;
- vanno realizzati sgravi ai media che aderiscono a tali proposte e va realizzato immediatamente un tavolo permanente di lavoro presso il Mibact insieme al Ministro ai Beni Culturali Alberto Bonisoli, ai proponenti la legge guidati dall’On.le Alessandro Morelli e altre proposte legislative realizzate da altri parlamentari (Batteli, Rampi, etc.)  riunendo musica, radio e tv e piattaforme monopoliste di musica on line (che devono avviare una trattativa in Italia per pagare di più la filiera creativa musicale oltre ai giusti diritti e alle tasse), per un lavoro comune a favore del sostegno e sviluppo della produzione di nuova musica del nostro paese, grazie anche a un rinnovato accordo sull’equo compenso che permetta ai grandi marchi di device mobile e pc di proseguire a pagare quanto merita la musica che genera profitti all’interno dei loro prodotti. 

 

"Insomma - conclude Sangiorgi -, più indipendenti, più musica di qualità in radio e tv con media più plurali e con sgravi, agevolazioni e supporti al settore musicale delle produzioni, dei live e dei media  a favore dello sviluppo e dell’occupazione di tutto il settore".

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