Lunedì 22 Aprile 2019

Truffa ai danni dello Stato. Finge di aver soccorso un minore straniero abbandonato: era una farsa

Venerdì 5 Aprile 2019 - Faenza
Una foto dei truffatori

Nei primi giorni di ottobre 2018 presso il Comando della Polizia Locale di Faenza si è presentato un 52enne cittadino italiano residente a Castel Bolognese, accompagnando un minore albanese di 16 anni; l’uomo sosteneva di averlo notato da solo, in difficoltà, alla stazione di Faenza. Il minore, munito di passaporto con timbro di ingresso nell’Unione Europea dalla Grecia, ha riferito agli agenti di essere scappato dal padre che lo picchiava e di essere entrato in Italia clandestinamente utilizzando un traghetto, del quale però non ha fornito altre indicazioni, e di avere preso un treno scendendo casualmente a Faenza dove aveva incontrato per caso il 52enne che lo aveva soccorso. 

 

Considerato che il minore era ben vestito e curato nell’abbigliamento, particolare che contrastava con il racconto di un lungo viaggio in condizioni disagiate, e ascoltate anche è sorto sorgeva il dubbio che il minore non fosse in realtà in stato di abbandono. La Polizia Locale ha coinvolto i poliziotti del Commissariato di Faenza che hanno confermato i sospetti: visionando infatti i filmati di videosorveglianza del comune di Faenza, si è scoperta la presenza di una terza persona che si allontanava dalla “coppia” nei pressi del Comando di Polizia Locale, per non interferire sulla versione fornita, evidentemente creata “ad hoc”. L’Autorità Giudiziaria minorile, opportunamente informata, ha delegato gli investigatori del Commissariato di Faenza di svolgere approfonditi accertamenti: è emerso che tutta la famiglia di origine del minore era coinvolta nell’organizzazione del viaggio in Italia, dove il minore era stato accolto da un parente per alcuni giorni a Castel Bolognese in attesa che il 52enne si rendesse disponibile ad accompagnarlo alla Polizia Locale.

 

Il minore è stato infatti accompagnato presso l’Ufficio di Polizia Locale dall’italiano che, proprio in virtù di una presunta estraneità al minore, ha ritenuto di fornire maggiore credibilità ad una versione dei fatti che, come in altri numerosi casi simili trattati dall’Ufficio faentino, è risultata poi essere falsa. Nel corso delle indagini è stata identificata la terza persona che era in auto con la “coppia” e che poi se ne era allontanata nei pressi del Comando: si tratta di un 26enne albanese, residente a Castel Bolognese, parente del minore che, in accordo con i familiari, lo ha accompagnato ed accudito presso la propria abitazione per alcuni giorni. Nei giorni scorsi, tutte e tre le persone coinvolte sono state denunciate alle competenti Autorità Giudiziarie per il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato.

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