Lunedì 22 Aprile 2019

Mosaici e ritrovamenti romani a Faenza. Inaugura "Archeologia nella corte di Palazzo Mazzolani"

Giovedì 11 Aprile 2019 - Faenza
Foto di Raffaele Tassinari

Giovedì 11 aprile alle 18 inaugura "Archeologia nella corte di Palazzo Mazzolani", un progetto promosso dal Rotary Club Faenza per rendere visibili in modo permanente i mosaici romani ritrovati in città. Si tratta di un Museo di nuova concezione in un ambiente visibile, ma non visitabile, che accoglie una selezione dei mosaici romani ritrovati a Faenza.

 

L'iniziativa si terrà a Corte di Palazzo Mazzolani, in corso Mazzini 93 a Faenza e interverranno Tiziano Rondinini, presidente Rotary Club Faenza, Giovanni Malpezzi, sindaco di Faenza, Giorgio Cozzolino, soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, Michele De Pascale, presidente della Provincia di Ravenna, Massimo Caroli, presidente ASP Azienda Servizi alla Persona della Romagna Faentina, Chiara Guarnieri, archeologa della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, Massimo Isola, assessore Cultura Comune di Faenza ed Ennio Nonni, dirigente Unione Romagna Faentina. Al termine sarà offerto un buffet.

 

La città di Faenza conserva un patrimonio archeologico fra i più importanti dell'Emilia-Romagna, derivante dalla sua fondazione romana e dai numerosi ritrovamenti. Poco meno di due anni fa, l'atrio di Palazzo Mazzolani, storico edificio del primo Settecento faentino, era stato oggetto di un  importante intervento di riqualificazione che aveva reso visibili al suo interno una selezione di reperti archeologici faentini.

 

Ora il Rotary Club Faenza ha promosso la realizzazione di una nuova esposizione di mosaici romani, in un ambiente visibile ma non visitabile, un luogo che va incontro alla città e che rappresenta un modello replicabile per dare lustro ai tesori nascosti della storia faentina.

 

L'esposizione storico-cronologica dei mosaici romani, curata dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, restituisce il quadro di una città non solo ricca ed elegante ma soprattutto all'avanguardia per qualità, tecnica e cultura.

 

Sono esposti alcuni dei più importanti pavimenti di età romana (dal I al VI secolo d.C.) rinvenuti nel corso di scavi archeologici a Faenza, un dolio (contenitore in genere interrato che serviva alla conservazione delle granaglie) e un gruppo di anfore usate per il trasporto e la conservazione di olio, vino e salse.

 

Entrando nel merito della collezione, si ha modo di ammirare pavimenti che coprono un arco cronologico ininterrotto che va dal I al VI secolo d.C. Questo consente di spostare le lancette dell’orologio a 2000 anni fa e immergersi nella città di allora, ricca ed elegante, ma soprattutto all’avanguardia per qualità, tecnica e cultura. Nella parte orientale di Faventia, nei primi secoli dell’impero, erano presenti domus di vasta estensione, caratterizzate dalla presenza di mosaici estremamente raffinati: una selezione dei mosaici esposti facevano parte di un’unica abitazione che si estendeva da via Severoli a vicolo Bertolazzi (mosaici n. 5-6-7-9-10-11).

I mosaici venivano utilizzati anche per le zone residenziali e di rappresentanza della domus, sia con una decorazione ripetitiva e continua, chiamata per questo motivo “a tappeto” (n 12), sia utilizzando riquadri con raffigurazioni più o meno complesse (n 13). In questo caso il committente sceglieva temi legati alla moda del tempo o che potevano esaltare in modo allusivo la sua figura. Oltre al mosaico per le pavimentazioni erano utilizzati altri materiali, come il battuto di cocciopesto (n 8) sia decorato in modo disordinato, sia con geometrie o al naturale, oppure erano anche usate pavimentazioni in laterizio di varie fogge geometriche (n 2).

In età tardo antica (IV-VII secolo d.C.) la città di Faenza subì l’influenza di Ravenna, divenuta capitale nel 402 d.C. Per questo motivo vennero costruite residenze di rappresentanza di vasta estensione e riccamente decorate con mosaici policromi. Ne sono testimonianza le pavimentazioni rinvenute nell’area a nord-est della città (n 12-14-19) appartenenti ad un’unico complesso abitativo databile attorno al V secolo d.C., o il grande mosaico scoperto in piazza Martiri della Libertà (n 16) pertinente ad un ambiente di 14 mt x 8mt.

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